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Fate e transistors

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  regia, soggetto, montaggio Giovanni Sole  
  direttore di fotografia Lorenzo Adorisio  
  aiuto regista, organizzazione generale Alessandro Sole  
  scenografia Antonello Canonico  
  costumi Paola Ferraro  
  montaggio Alessandro Cerquetti  
  tecnico del suono Davide Fiorentini  
  amministratore di produzione Gerardo Morrone  
  delegato alla produzione Giuseppantonio Lacaria  
  delegato ai rapporti con le istituzioni Damiano Covelli  
  assistente costumista Rita Zangari  
  truccatrice Emanuela Internò  
  acconciature Sante Orrico  
  parrucchiere Nello Vadacchino  
  casting Ernesto Orrico, Alessandro Sole  
  aiuto casting Teresa Cersosimo  
  operatore di ripresa Marcello Muro  
  fotografo di scena Gianclaudio Curia  
  arredatore di scena Gianluca Damaso  
  assistente di scena Vincenzo Falbo  
  microfonista Simone De Filippis  
  assistente al montaggio Consuelo Bonci  
  assistente di produzione Dalila Barrile  
  segretaria di edizione Monica Fusaro  
  ricerche storiche Amedeo Sole  
  assistente operatore Ivan Zicarelli  
  secondo operatore Guerino Avolio  
  consulente tecnico Riccardo Brunetti  
  organizzazione logistica Fiorella Canonico  
  tappezzeria e decorazioni Anna Marchese  
  consulenza legale minori Marialuisa Palermo  
  stampe e litografie Agostino Conforti  
  catering La Cascina  
  macchine d'epoca Camecs  
  consulenza artistica Moviement s.r.l.  
  assicurazioni Meie Aurora s.p.a.  
  post-produzione ed elaborazioni grafiche Ars Imago  
  musiche Giovanni e Nando Di Cosimo  
    eseguite da: La Etruria criminale band  
       
  DVD Pal - Durata 1:06    
  © 2003 Centro Radio Televisivo    
       
 

Alla fine degli anni cinquanta, in un paese del Sud, la gente si riunisce per giocare, discutere e divertirsi.
Amedeo, un macchinista delle ferrovie, nonostante l’avversione della moglie Ida e del suo amico Armando, compra un televisore. Da quel giorno la sua casa diventa meta di visitatori che vanno a vedere la  televisione.  I programmi che vengono trasmessi influenzano intanto la vita della gente.
Passano due anni e i tetti delle case sono ormai pieni di antenne. Le famiglie, compresa quella di Armando, sono chiuse in casa e cenano davanti al televisore. Le persone, incantate dalle  immagini dello schermo, non parlano tra di loro e non si guardano. Fuori rimangono solo il professore pazzo che racconta le sue follie agli amici  e,  poco lontano, un vecchio folle e la fata che lo aveva trasformato in lucertola.
La modernità ha distrutto la vita tradizionale. Resistono a essa solo la follia e la magia.
 g.s.

 
       
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  Tarsia&Cuda © 2009